"Le braci" - Sándor Márai - Adelphi - pagg.181 - €. 10,00C'è un uomo anziano che aspetta. Aspetta da quarantun anni volontariamente rinchiuso nel suo castello ai piedi dei Carpazi. In tutto questo tempo non ha fatto altro che cercare una spiegazione, mantenere vivi nella memoria tutti i particolari dei fatti avvenuti e attendere il ritorno dell'unica persona che può confermare o smentire tutte le sue teorie e supposizioni su quegli accadimenti che hanno distrutto la sua vita. Questa persona ritorna in Patria dopo quarantuno lunghi anni; si tratta dell'unico amico che quest'uomo abbia mai avuto, col quale ha condiviso tutta la sua vita, fin dall'infanzia, fino al momento di quei terribili fatti.
La narrazione ha inizio con l'annuncio del ritorno. Non spiega nulla inizialmente, ma aggiunge man mano particolari, ricordi, stati d'animo in un crescendo di tensione. Durante il colloquio fra questi due anziani signori si scoprirà, ma solo verso la fine e non del tutto, quella che è la verità. E' bellissimo il modo col quale viene rappresentata la figura del protagonista, un uomo ossessionato ma saggio allo stesso tempo, un uomo che ha abbandonato le passioni e il desiderio di vendetta, ma vuole fortemente, prima di morire, sapere la verità e soprattutto capire quali ne siano state le motivazioni profonde.
Questo è il primo romanzo di Márai che leggo. Ho sempre rimandato, distratta da altre letture, ma avevo letto dei post su Non solo Proust che mi allettavano molto. Ora rimpiango di non aver fatto prima questa importante conoscenza.







