“Un sogno dentro un sogno” – AA.VV. – I Sognatori – pagg.119 - €. 9,50 + spese di spedizione.
Meglio tardi che mai; pur essendo stata la prima a ricevere questa raccolta di 10 racconti vincitori del concorso omonimo, mi sono fatta battere sul tempo proprio da uno dei vincitori (Fabio Giallombardo alias ordaragia), autore del secondo racconto della raccolta, che già ieri ha scritto un bel post a riguardo.
Ma veniamo al punto: questi racconti sono stati (tutti, chi più, chi meno) una gran bella sorpresa. Devo ammettere che non mi aspettavo un così alto livello sia di stile che di creatività. Avrebbe dovuto mettermi la classica “pulce nell’orecchio” l’annuncio con relative recensioni fatto da Aldo Moscatelli e Francesca Santamaria ( le anime, i corpi e i cervelli, nonché i proprietari della casa editrice) il giudizio dei quali, per me, è già una garanzia.
Ovviamente il tema della raccolta è il sogno, sviluppato dai dieci autori molto diversamente.
Il primo racconto è di Luigi Costa (alias Luis) e si intitola “La stanza dei sogni”.
Sembra quasi un monito a chi non sa apprezzare la propria vita, oppure a chi si fa prendere da delirio di onnipotenza, anche soltanto nei sogni. Il protagonista si isola nel suo mondo onirico e rifiuta la realtà, decretando di fatto la sua rovina. Una trama lineare e ben costruita, l’alternanza fra le scene di quotidianità e il sogno sono piacevoli, con un finale veramente sorprendente. Vivere soltanto sognando è molto pericoloso.
Il secondo racconto, di Fabio Giallombardo (alias ordaragia) è “L'uomo cane”.
L’ho riletto per ben tre volte, ed ogni volta mi è saltata agli occhi qualche raffinatezza, qualche riflessione sottintesa, un brandello di poesia in più. Credo che leggendolo ancora più volte scoprirei qualcos’altro, e credo che lo farò. Si intrecciano, nel racconto, le vite e i misteri di due personaggi emblematici (Empedocle e Ettore Majorana) vissuti in epoche lontanissime l’uno dall’altro ma che forse hanno avuto una visione simile del rapporto fra lo scienziato/filosofo e il resto del mondo inteso come società, storia, etica.
“Lux in tenebris” di Alessandra Lauro (alias esteliel) è il terzo.
Un magistrale racconto dell’orrore che ti trascina con sè fino a vivere quasi fisicamente il terrore e il dolore provati dal protagonista. Le descrizioni non lasciano scampo al lettore, l’atmosfera è sconvolgente e affascinante. Il finale veramente inimmaginabile. C’è anche un monito: non puoi dire di non aver paura di nulla, perché verrai orrendamente sconfessato. Alessandra mi ha colpita.
“In un petalo l’incanto” di Benito Lopez (alias digitpurpurea ), quarto racconto.
Una lettura a vari livelli; le tensioni e le insoddisfazioni inconfessate nel rapporto coniugale, i sentimenti e la sensualità appiattiti e scoloriti.Il senso di sconfitta di chi si sente scrittore ma deve condurre una vita completamente diversa, il desiderio di seguire i propri sogni che a volte porta ad un finale tragico. Temi i tuoi desideri, e se ti ritrovi a camminare su di un tappeto di petali rossi cerca di svegliarti subito.
“Agnus Dei” di Irene Mauriello; quinto racconto.
I rapporti familiari, i rapporti con gli altri, terribile tema. La protagonista sembra non essere la persona più adatta ad affrontarli, così insicura, così ansiosa. Ha perso quel che aveva, si ritrova su una panca di una chiesa a rivedere la sua vita con lo sguardo dell’allucinazione. Anche se, guardandosi intorno, non riuscirebbe a vedere nessuno al quale le cose siano andate molto meglio.
Sesto racconto:“I cacciatori di mostri” di Pietro Sansò (alias citoplasma).
Giovani improvvisati Ghostbusters. Quando due amici muoiono a distanza di poco tempo uno dall’altro, si nota un misterioso personaggio che si avvicina alle salme e le accarezza scomparendo subito dopo....
I personaggi sono tutto un programma: Cipenso, Sorriso, Turbante, Tiguardo. Piacevolissima atmosfera per-adolescenziale che ti fa rimpiangere quasi di essere ormai cresciuto, perché certe avventure fantastiche si vivono appieno solo a quell’età.
“Con gli occhi color delle viole”, settimo racconto di Francesca Petrino.
Questo è il messaggio che ne ho ricevuto: si può vivere ciechi, sordi e muti, ma non senza quell’amore che travalica e sovrasta ogni cosa. Dopo l’esperienza onirica del protagonista, infatti...
Racconto molto delicato e ben scritto. Ha un sapore di altri tempi.
Ottavo racconto: “Sognando” di Maurizio Bassani.
Può esistere, fra un uomo e una donna, una simbiosi totale, un fluire di pensieri e di sentimenti tali da vivere gli stessi sogni ogni notte, senza che il sesso entri a farne parte? E cos’è il sogno e cosa la realtà? Claudio credeva di avere queste risposte. Ora non ha più nulla. Inquietante.
“La signora” di Mauro Pisani, nono racconto.
L’eterno connubio tra sesso e morte sviluppato in un racconto molto piacevole. Una cena con finale a sorpresa.
“L’altro volto della luna” di Guido Marcelli, decimo racconto.
Atmosfera un po felliniana e un po kafkiana. Personaggi grotteschi e poetici al tempo stesso. Dove la povertà non ti può portare, ti ci portano il sogno e la poesia. Assolutamente geniale il rapporto stilato da un ignorantissimo funzionario di Commissariato.
Ho fatto del mio meglio, ora è l’una di notte e posso dirvi soltanto che questa raccolta deve essere acquistata e letta al più presto da tutti voi. Da parte mia ho intenzione di acquistarne almeno un’altra copia per regalarla a chi la può apprezzare. La mia non la do a nessuno, neanche in prestito (c’è anche la dedica dei Sognatori!!). Per ordinarlo: acquisti@casadeisognatori.com







