domenica, 15 novembre 2009


“L’affaire Moro” (Con relazione di minoranza alla commissione parlamentare d’inchiesta) – L. Sciascia – Sellerio – pagg. 208 - €.8,00-

Un dramma angoscioso e surreale, il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, che viene analizzato da Sciascia a partire dal linguaggio, dal “codice” racchiuso nelle lettere di Moro, ma anche nei proclami esaltati dei sequestratori e nei comunicati ufficiali dello Stato, della maggioranza democristiana della quale Moro faceva parte, almeno fino al momento del suo sequestro, nel ruolo di Presidente.


Ne scaturisce un quadro impressionante: un Aldo Moro lucidissimo e disperato, che lancia messaggi “in codice” per facilitare il suo ritrovamento (messaggi che non si saprà, o non si vorrà recepire), che sostiene, come sempre ha sostenuto, la sacralità della vita e la necessità di cedere alle richieste dei sequestratori in nome di un bene più alto, l’essere umano. D’altra parte, lo Stato che disconosce Moro : “Non è più lui”, “...è stata attuata dalle Brigate Rosse una profonda devastazione psichica...”. Improvvisamente, per la prima volta, il Governo adotta la linea dura. In realtà lo ha già condannato dal primo giorno.
 



“L’affaire Moro" si può leggere come un romanzo, ma è sempre e comunque un’opera di verità. Il primo capitolo è dedicato all’articolo “delle lucciole” di Pasolini, come ad aprire un discorso che verrà portato avanti da Sciascia.
venerdì, 30 ottobre 2009
Da domenica 1 novembre

ha inizio la

lettura di gruppo

di


"La vita di Irène Némirovsky"

 
con questo gruppo

di aNobii.


Chi si vuole unire a noi?

Qui a lato c'è il segnalibro creato da susanita

che riporta le scadenze

di lettura programmate

( 5 settimane in totale).
mercoledì, 21 ottobre 2009
Libri che devo ancora leggere

(ne mancano 5 che arriveranno domani).

Li finirò mai? No, se continuo a comprarne di nuovi.




Avevo un paio di buoni sconto Feltrinelli, che assommati agli sconti online del 20% su alcuni titoli mi hanno permesso di fare manbassa senza troppi rimorsi. Ecco il mio bottino, ditemi che ne pensate:

Lope de Vega

La Gattomachia

Poema in versi del 1634 con testo a fronte spagnolo/italiano. Poco conosciuto, i suoi eroi sono tutti gatti.

Charles Dickens

Matin Chuzzlewit

Non è il più conosciuto, ma secondo Dickens stesso e parecchi altri esperti è il miglior "romanzone" che l'autore abbia scritto. Come spesso accade, devo dire grazie a Gabrilù che ne ha parlato diffusamente QUI.

Helga Schneider

Lasciami andare, madre - La baracca dei tristi piaceri - Il rogo di Berlino

Scrittrice conosciuta grazie a Gabrilù, che è stata abbandonata dalla madre in tenera età per arruolarsi nelle SS e dirigere un campo di concentramento. Romanzi molto forti, autobiografici, dai quali mi aspetto molto.

Philipponat/Lienhardt

La vita di Irène Némirovsky

Biografia della vita di una scrittrice che amo moltissimo e della quale ho già letto tutto quello che è stato pubblicato in Italia, anche se per il 2010 si attendono altri 2 romanzi che finora erano disponibili soltanto in francese.

Bohumil Hrabal

Una solitudine troppo rumorosa

Di questo autore avevo letto "Inserzione per una casa in cui non voglio più abitare", e sinceramente non mi era piaciuto granché, mentre questo, iniziato ieri, mi sta piacendo abbastanza.

Jasper Fforde

Il caso Jane Eyre

Un curioso genere di fantascienza letteraria che ha avuto un buon successo. Questo è il primo della serie che ormai ne conta quattro, credo. Se mi piacerà conto di acquistare anche gli altri.

Stefano Benni

Pane e tempesta

Gli ultimi racconti di Benni. Ormai sono così affezionata a questo autore che li compro a scatola chiusa. Non posso farne a meno, a rischio di esserne delusa.

Massimo Carlotto

L'amore del bandito

Questo autore mi piace parecchio, scrive dei noir ambientati nel nordest e non solo. Ma ormai lo conoscono un po' tutti. Mi ricorda un pochino Jean-Claude Izzo. Ma più cattivo.

Mi sembra che non manchi la varietà, in questo elenco. Ne sono piuttosto soddisfatta. Mi date qualche parere spassionato?




sabato, 17 ottobre 2009
Da lunedì mi organizzo:

mocassini bianchi, calzettoni turchesi,

 e felpa con la scritta:


Sono Stravagante, Farabutta, Più Bella Che Intelligente

e Pure Comunista.
giovedì, 15 ottobre 2009


Altre notizie flash dalla vostra inviata libresca







Venerdì 9 ottobre si è svolta la presentazione delle opere di Franco Seculin. La location era la libreria Sognalibro di Borgo San Dalmazzo (Cuneo). Le poesie sono state lette da una giovane e valente attrice, e il nostro amico Franco è stato intervistato lungamente. Il tutto ha riscosso un grande successo e le vendite, sia delle raccolte di poesie, sia dei racconti, sono state ben più che soddisfacenti. La sottoscritta gioisce alquanto di tutto ciò.



Vi rimando ai miei post precedenti per le mini recensioni dei racconti "Il Sole Rosso" QUI

e della pubblicazione "Frammenti", QUI

Per la raccolta di poesie "La luna al traguardo del bosco" vi affido all'ottima recensione di CIGALE che è apparsa QUI



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Altra notizia flash

L'amica Caterina mi chiede di diffondere notizia di un'iniziativa locale che si prefigge di valorizzare i giovani talenti. Tutte le informazioni sul blog di Caterina Armentano, e più precisamente QUI.





domenica, 11 ottobre 2009




Qui ad Atene noi facciamo così.

Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.


Qui ad Atene noi facciamo così.

Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell'eccellenza. Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di altri, chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.


Qui ad Atene noi facciamo così.

La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non siamo sospettosi l'uno dell'altro e non infastidiamo mai il nostro prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.

Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici affari per risolvere le sue questioni private.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo proteggere coloro che ricevono offesa. E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che risiedono nell'universale sentimento di ciò che è giusto e  di ciò che è buon senso.

Qui ad Atene noi facciamo così.

Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo, ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della democrazia. Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma anche che la libertà sia solo il frutto del valore.

Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell'Ellade e che ogni ateniese cresce sviluppando in sé una felice versalità, la fiducia in se stesso, la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.

Qui ad Atene noi facciamo così.



Tucidide - Discorso di Pericle agli ateniesi -  461 A.C.

Noi invece, nel 2009 D.C. ........




venerdì, 09 ottobre 2009




Nella foto da sin. Federico Di Leva, scrittore - Aldo Moscatelli, editore.






Notizie flash dalla vostra inviata libresca.




E' giunta l'ora di tornare a parlare di libri, ché di politica ed attualità, in queste settimane, ne ho parlato fin troppo. Oggi vorrei darvi notizia della presentazione, che ha avuto luogo ad Arona, dell'antologia di racconti "Il sussurro delle cose nascoste".

La scorsa domenica è stata per me estremamente piacevole: ho riabbracciato amici lontani, rivisto persone eccezionali che sono anche ottimi scrittori, conosciuto nuovi scrittori esordienti che, come nel caso di Federico Di Leva, oltre ad essere bravi scrittori sono delle persone estremamente divertenti ed intelligenti. Infiltrata in questo mondo un po' per caso e un po' per passione c'era anche la sottoscritta, beata perché si sentiva nel suo habitat ideale.

Il divertente e dettagliato resoconto della giornata da parte dell'Editore I Sognatori lo trovate QUI.


Dell'antologia nello specifico avevo già parlato in un mio post, QUESTO.

Mentre la presentazione ufficiale del libro la trovate QUI.





giovedì, 08 ottobre 2009
mercoledì, 07 ottobre 2009
Per tutti quelli che credono ancora nella Giustizia

questo è un giorno da ricordare.
sabato, 03 ottobre 2009








Noi sottoscritti - di Furio Colombo

(Il Fatto Quotidiano, 3 ottobre 2009)






Noi sottoscritti giornalisti italiani, chiamati "farabutti" dal presidente del Consiglio (che è anche padrone e datore di lavoro di molti di noi), durante una vivace dichiarazione resa alla televisione pubblica senza contraddittorio; successivamente indicati ai nostri connazionali come "anti italiani" senza altra motivazione che avere messo in dubbio la infallibilità del predetto presidente del Consiglio e di aver rivelato e commentato eventi confermati da ogni fonte, eventi certamente vergognosi che però riguardano, come utilizzatore finale, lo stesso uomo di potere italiano; noi giornalisti italiani invitati pubblicamente e solennemente, senza contraddittorio, "a morire ammazzati" come informatori di quella parte degli italiani che, contro ogni convenienza, continua ad opporsi; noi sottoscritti giornalisti italiani licenziati o minacciati di licenziamento per non aver aderito alle manifestazioni celebrative della eccezionalità, unicità e trionfo del presidente del Consiglio e per continuare a mostrare scetticismo sulla "qualità" superiore del presente capo del governo italiano rispetto a Cavour e De Gasperi; noi che ricordiamo l'ammonimento a suo tempo fatto pervenire al collega Giancarlo Siani (poi assassinato dalla camorra) "Si può essere giornalisti-giornalisti oppure giornalisti-impiegati" e ci ostiniamo a credere che si debba restare giornalisti-giornalisti nonostante la pressione forte e costante, pubblica oppure condotta nei consigli d'amministrazione delle imprese editoriali; noi sottoscritti giornalisti italiani che tentano ogni giorno, sui giornali e nei brevi spazi televisivi nei quali è ancora temporaneamente possibile, di raccontare, con documentazione delle Nazioni Unite, dell'Unione Europea, di Human Rights Watch, della Croce Rossa Internazionale, l'orrore dei respingimenti in mare, dei campi di "soluzione finale" del popolo degli immigrati in Libia; noi sottoscritti giornalisti italiani che non rinunceranno a raccontare le continue aggressioni, lesioni e morte contro immigrati, omosessuali, "farabutti anti italiani" giudicati ad occhio "di sinistra" e dunque nemici dei soldati (come tutta l'opposizione, nella descrizione colorita, accanita e senza contraddittorio del presidente del Consiglio); noi sottoscritti giornalisti italiano che continueranno a giudicare delittuoso e mafioso lo "scudo fiscale" che toglie agli onesti per dare agli evasori e stronca ogni fiducia dei cittadini italiani nello Stato; noi, incoraggiati dal settimanale finanziario "The Economist" che scrive: "I giornalisti italiani hanno paura e hanno buone ragioni di avere paura" (3 ottobre). Noi che sappiamo da Freedom House di essere ormai soltanto "un Paese semi-libero"; noi che continueremo, ricordando i giudici assassinati, a sostenere con il nostro lavoro la libertà, a rischio come la nostra, della magistratura; noi sottoscritti giornalisti italiani che continuiamo a riconoscerci nel nome di Peppino Impastato e non in quello del persecutore di immigrati R. Maroni,








NOI TUTTI OGGI, 3 OTTOBRE,

SAREMO IN PIAZZA DEL POPOLO A ROMA

 col doppio sentimento della disperazione e della speranza.

  LA SPERANZA NEGLI ITALIANI CHE VORRANNO

DIRE NO INSIEME A NOI.